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CONFERENZA
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"Qualcosa da dire" al bambino autistico
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24 febbraio 2012
Libreria Centofiori
P.le Dateo, 5 - 20129 Milano
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Info
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Tel. 02 7381670
E-mail: libreriacentofiori@virgilio.it |
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CONFERENZA
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A proposito dell'autismo
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25-26 febbraio 2012
Umanitaria - Sala Facchinetti
Via San Barnaba 48 - Milano
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Info
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INGRESSO GRATUITO
ISCRIZIONE OBBLIGATORIA
da inviare in segreteria
entro il 20 febbraio 2012
(esclusi Allievi Istituto freudiano)
Email infomilano@istitutofreudiano.it
Tel. 02 58324157
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Il 26 gennaio sono state presentate a Roma le linee guida per l’autismo che
raccomandano alle Regioni, come unico strumento terapeutico, l’adozione della
tecnica neo-comportamentale ABA (Applaied Behaviour Analysis) derivata dal
metodo Lovaas. Nella metodologia utilizzata dal panel sono stati presi in
considerazione unicamente gli studi appartenenti all’ambito neo-comportamentale
a favore del metodo ABA, soprattutto in Scozia e negli Stati Uniti, escludendo
tutta la bibliografia riguardante approcci diversi sia delle stesse nazioni che
di altre. Sono state, quindi, escluse tutte le esperienze cliniche italiane ed
estere che si rivolgono all’individuo nella sua complessità e che utilizzano
metodologie diverse per validare i propri studi.
Da ciò deriva, ovviamente, il fatto che in ambito clinico si imporrà
l’attuazione di una sola linea di trattamento senza possibilità di scelta né da
parte del paziente, né dell’operatore. Tale posizione unilaterale, totalmente
carente sia sul piano scientifico che su quello clinico, non appare adeguata ad
affrontare un problema complesso come quello rappresentato dall’autismo e non
tiene conto della pluralità che anima lo scenario culturale.
Appare irrispettoso, oltre che scorretto, escludere dal dibattito tutti gli
approcci diversi da quello neo comportamentale, definendo scientifico il solo
metodo preso in esame perché utilizza strumenti di tipo quantitativo e
parcellizzato che consentono più facili catalogazioni. Senza entrare nel merito
delle carenze riscontrabili nella metodologia utilizzata e apprezzando comunque
l’intento di fare un po’ di luce su una situazione clinica tanto discussa, è
doveroso riaprire il dibattito per includere i recenti risultati della ricerca
nell’ambito della psicologia dell’età evolutiva che pongono l’affettività alla
base dello sviluppo cognitivo e per consentire a tutte le autorevoli voci
scientifiche italiane di esprimere la propria posizione teorica e clinica in
materia di autismo.
E’ inoltre fondamentale affrontare e non eludere il problema della diagnosi per
poter accertare la reale presenza del disturbo, le sue diverse manifestazioni e
la gravità della sintomatologia all’interno della disomogenea categoria dei
disturbi dello spettro autistico. Ciò al fine di identificare l’intervento più
proficuo in base alle potenzialità del singolo bambino e non agli strumenti
dell’operatore e per definire realmente l’efficacia della terapia, tenuto conto
che modalità diagnostiche non omogenee non consentono conclusioni scientifiche
adeguate. Se non si apre un dibattito che favorisca un confronto tra i vari
approcci teorico-clinici, si assisterà all’esercizio di un monopolio che minerà
alla base la libertà dell’operatore di scegliere la cura in base al proprio
orientamento e alla gravità del disturbo, e quella del paziente di condividere
il progetto terapeutico.
In riferimento a tutto ciò, viste le dichiarazioni rilasciate da molti esponenti
del mondo scientifico e in considerazione di tutti gli anni che la nostra
formazione, sia pur nella sua diversità, ha richiesto, abbiamo deciso di non far
passare inosservato tale avvenimento e di chiedere lo stesso rispetto per tutte
le altre linee di pensiero che tanto hanno contribuito all’evoluzione di
costrutti teorici e al raggiungimento di risultati clinici.
Tale unità di intenti, che sappia andare oltre la singola specificità per
garantire un approccio completo all’individuo, si rende necessaria in questo
momento storico non solo per l’autismo ma anche per tante diverse patologie che
si troverebbero ad essere affrontate con la stessa unica tecnica validata con la
medesima modalità. Per avviare il procedimento di riapertura delle linee guida
si richiedono, dunque, i consensi di tutti coloro che, pur nella specificità
della propria formazione, riconoscono la centralità degli affetti, delle
emozioni e della relazione nello sviluppo e nella strutturazione di una
patologia tanto complessa.
Per aderire alla petizione basta inviare un’email all’indirizzo
ufficiostampa@ortofonologia.org |
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NEWS
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